Sorto nel XII secolo come casa-torre, ampliato da Ezzelino da Romano, abbattuto dopo la morte del “Tiranno” e poi ricostruito più grande con le fattezze di Castello a metà del ‘300 durante l’occupazione scaligera, il Torrione si erge all'ingresso ovest del centro storico della città di Vicenza.

Parte della cinta urbana medievale, assume rilevanza centrale durante l'occupazione scaligera di Vicenza: nel 1343 Antonio e Mastino II della Scala fecero ripristinare la fortezza ezzeliniana, ampliandola in un vero e proprio Castello, grande, che occupava un'area quadrata, circondato da profonde fosse, cinto da torri ai quattro angoli e con il torrione al centro.

Con l'aggiunta del coronamento merlato e della lanterna superiore, pertinenti alla successiva dominazione viscontea, il Torrione assunse le fattezze attuali.

Nel corso del '600, il Castello, ormai privo del suo ruolo difensivo, fu venduto – tranne il Torrione perché di pubblico passaggio – dalla Serenissima ai Valmarana, che ne trasformarono l'ala nord in un palazzo affacciato sul loro antico giardino. Lo smantellamento delle parti residue, alla fine del '700, lasciò pressoché integro il Torrione.

Tuttavia, tra l'800 e il '900, per motivi di viabilità, fu raddoppiato l'arco d'ingresso e affiancato da due passaggi pedonali. L'ultimo restauro risale al 1999. Resta tutt’ora identificabile il perimetro interno dell'antico Castello – corte d'armi – nell'ampio spazio rettangolare che si apre oltre il portale del Torrione, prospiciente il Corso.